Champions League, Barcellona vs. Manchester Utd: prove per la finale

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Tonight’s The Night. Questa sera alle 20:45 il big match tanto atteso per la finalissima di Uefa Champions League tra Barcellona e Manchester United.

Inutile dire che nell’ultimo lustro queste sono le autentiche regine d’Europa con 2 presenze in finale con 1 vittoria per i catalani e ben 3 presenze e 1 vittoria per quanto riguarda il team della parte rossa di Manchester. 

Quella di questa sera a Wembley rappresenta addirittura la riproposizione di una finale di  due anni fa a Roma quando lo Stadio Olimpico della capitale incoronò i Blaugrana sul tetto d’Europa, grazie alle reti di Samuel Eto’o e quella straordinaria con un Lionel Messi che sembrava sorretto dalle ali di un angelo, quello d’orato della Vittoria. Per Pep Guardiola si trattava del primo grande traguardo in Champions, oggi, a distanza di 732 giorni, dall’altra parte Ferguson può trasformare in realtà i suoi sogni di rivincita.

Questa sera come nel 2009 gli schieramenti delle due big si presentano dopo aver trionfato nei rispettivi campionati, ma non sarà proprio la stessa cosa, come del resto ci si augura che non sarà lo stesso match. Sulla carta infatti l’ultimo round di Champions si presenta decisamente meno ricco di stelle rispetto a due anni fa, venendo a mancare due protagonisti di incommensurabile grandezza come Eto’o e Cristiano Ronaldo, ma lo spettacolo con la “s” maiuscola di certo non può mancare.

Cerchiamo allora un attimo di capire quali saranno gli ingredienti dell’ennesima sfida tra giganti e quali le possibili chiavi di lettura tattica della partitissima.

Se da una parte lo schema più che collaudato di Guardiola con un 4-3-3 (con Mascherano in posizione avanzata rispetto alla difesa e Puyol allargato a sinistra) strutturato su un asse Mascherano-XaviIniesta e una conseguente manovra a “drappo avvolgente”, sfruttando esterni di enorme qualità come Villa e Pedro, non lascia spazio a dubbi, dall’altra Sir Alex Ferguson avrà più di un grattacapo nello scegliere la strategia anti-Barça.

I soli punti fermi dei Red Devils sono Rooney davanti e quella difesa a 4 che ha subito solo 3 reti in tutta la fase finale della Champions, con la coppia centrale Ferdinand e Vidic, Evra sulla sinistra e uno a scelta tra O’Shea o i gemelli Fabio e Rafael sulla fascia destra (O’Shea garantisce esperienza – che però, ad es. servì a poco nel 2009 sulla famosa palla aerea di Messi, e i gemelli spinta inesauribile). Tutto il resto rimane un mistero che può svelarci solamente Ferguson al fischio d’inizio.

La storia recente insegna che a creare la maggior difficoltà al gioco del Barcellona sono stati i tatticismi delle squadre allenate da Mourinho, nel ritorno di semifinale di Champions 2010 (Inter) e nella finale di Coppa del Re quest’anno (Real Madrid). L’anno scorso si trattò di un vero e proprio catenaccio all’italiana, col Real re di Spagna invece ci si concentrò su interdizione e ripartenze veloci.

Occorre considerare però che “la volpe di Glasgow” non è uno da lambiccati tatticismi, è un istintivo dal cuore impavido, uno scozzese purosangue, una sorta di William Wallace del calcio che vede ogni match come una battaglia da vincere combattendo e cercando di sopraffare l’avversario sul piano del gioco, uno di quelli che preferisce decisamente perdere con l’onore delle armi che vincere immeritatamente. Quindi, personalmente, ho come l’impressione che non vedremo disegnare sul campo capolavori di geometria tattica e che la strategia sarà, come sempre da parte di Ferguson, quella di giocarsela fino in fondo e poi vinca il migliore. Magari è probabile che non vedremo un 4-4-2 con Rooney e il giovane fenomeno Hernandez lì davanti, ma un più solido e ragionato 4-5-1 con Giggs e Valencia (con un Nani sempre pronto a scaldare i muscoli per eventuali apparizioni nella seconda parte del match) a fare da motori propulsivi sulle fasce e con Carrick e Park a creare gioco contrastando le trame triangolari di Xavi-Busquets-Iniesta, con Scholes o Fletcher (non in ottime condizioni) a fungere da argine.

Assisteremo in sostanza a una gara vera, senza esclusione di colpi con le squadre lì agguerrite a darsele di santa ragione (sul piano del gioco, è chiaro) fino al fischio finale, proprio per onorare una finale degna di questo nome, ne sono stracerto. E comunque vada, un grande saluto commemorativo a un titano (in tutti i sensi) che ha deciso dopo 21 anni di onorata carriera professionistica di appendere i guanti al chiodo: ciao Edwin Van Der Sar!  

Champions League, Barcellona vs. Manchester Utd: prove per la finaleultima modifica: 2011-05-28T15:39:00+00:00da magio71
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